h1

Liguria appenninica: un’occasione economica, non solo ambientale…

Date le mie competenze, il mio contributo di idee si concentra sulla Liguria appenninica, collinare e montana, perché diventi luogo di sviluppo e di possibilità economiche

Le aree rurali e montane della Liguria costituiscono circa il 75% del territorio, in cui vive il 17,5% degli abitanti.

Il nostro territorio appenninico e i rilievi costieri soffrono da più di un secolo, e in particolare dagli anni Sessanta, le conseguenze del progressivo abbandono delle attività agricole, pastorali e selvicolturali. Questo abbandono sta creando crescenti danni ambientali, culturali, paesaggistici e sociali.

La mancata gestione dei versanti, il loro abbandono, determina un aumento dell’erosione e dell’instabilità. Le conseguenze si sentono anche lungo la costa e nelle città: esondazioni, frane, smottamenti che ricorrono sempre più spesso nelle cronache locali.

È il momento di far uscire dalla marginalità le aree collinari e montane. Questo significa fornire loro un rinnovato ruolo nello sviluppo della futura Liguria e favorire la permanenza e l’arrivo degli abitanti.

Dal 2005, la Regione Liguria ha già messo in campo azioni per rivitalizzare l’entroterra e le aree collinari – Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, riordino delle Comunità Montane, aumento degli investimenti nei piccoli comuni, riqualificazione edilizia, ecc..

La “centralità della montagna” si realizza rendendola “appetibile”. Puntare sul miglioramento della qualità della vita, delle condizioni abitative, di accesso al lavoro, culturali, sulla competitività agricola significa ridare respiro sociale e produttivo a queste zone.

Negli ultimi anni si assiste a un “ritorno alla montagna” da parte di giovani coppie e non solo. E’ il momento di accelerare e rendere stabile questo ritorno. Solo così si garantisce quel ricambio tra generazioni, vitale per la sopravvivenza del nostro entroterra e quindi della costa.

Nuovi circuiti e opportunità occupazionali

In Italia, lo sviluppo economico e turistico passa sempre di più per le produzioni locali di qualità, gli agriturismi, la filiera corta, il consumo critico (acquisto di prodotti “sostenibili”), il turismo verde. Liguria dei versanti collinari e montuosi ha potenzialità l’occupazione e l’imprenditorialità, anche femminile, nel campo della pianificazione e del marketing territoriale, della valorizzazione del patrimonio storico-ambientale, ecc.. Si aprono nuovi spazi per i diplomati degli istituti agrari, per i laureati e i ricercatori di scienze forestali, scienze del territorio, architettura, scienze politiche, economia, lettere….

Incentivare l'”agricoltura diffusa”

L’attività agricola in Liguria non è solo legata agli occupati in agricoltura (3,4% sulla regione, 9% nelle zone più agricole).

Incentivare i privati a utilizzare i terreni agricoli in stato di abbandono (anche e in particolare, dei terrazzamenti costieri) significa tutelare il paesaggio (elemento di condizionalità nella Politica Agricola Comunitaria e valore aggiunto della Liguria), evitare l’abbandono, favorire il ritorno dei giovani. Si può fare con sgravi per l’affidamento in gestione delle terre, attivazione di forme turismo agricolo, fondi di manutenzione.

Agevolare e incentivare la gestione collettiva

In Liguria è ancora diffusa la gestione collettiva delle terre di proprietà indivisa delle comunità (comunaglie, oggi beni frazionali). Nei luoghi dove questo è avvenuto, lo spopolamento è stato meno “devastante”, le comunità sono più vitali e non è ancora visibile la situazione di abbandono generalizzato.

In tutta Europa è stata dimostrata l’importanza di queste forme di gestione collettiva nello sviluppo economico dei luoghi, nella costruzione dell’ambiente e del paesaggio, nel favorire la biodiversità vegetale e animale. La Regione Liguria riconosce come interlocutori i comitati dei beni frazionali (che oggi soffrono per l’invecchiamento dei loro componenti). È il momento di definire strumenti che agevolino l’esistenza e incentivino la riattivazione della gestione delle terre collettive ormai in abbandono. Questo consentirebbe anche il ringiovanimento dei comitati e, quindi, della popolazione.

Infrastrutture e servizi

Il ripopolamento delle aree rurali si può realizzare a patto di garantire a tutti i cittadini servizi analoghi sulla costa e nelle aree montane. Molti passi sono già stati fatti – servizi al cittadino, mantenimento delle scuole nei piccoli centri, diffusione della banda larga. Si tratta ora di rendere sempre più efficaci le forme di organizzazione sovracomunale per poter meglio curare l’articolazione dei servizi (poste, servizi sociali ed educativi, trasporto pubblico ecc.), che sono fattori determinanti per la qualità della vita dei cittadini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: