Archive for the ‘autunno’ Category

h1

Cani, educazione religiosa ed etoros…

22 novembre 2015

In queste ultime settimane ho letto su FB due notizie e mi hanno raccontato una storia che mi hanno fatto riflettere sul fatto che certi ragionamenti, per quanto a prima vista convincenti, rischiano di far apparire come strettamente correlati fenomeni che invece non lo sono così tanto.

Le notizie

Avere cani riduce le allergie     

http://www.lastampa.it/2015/11/02/societa/lazampa/cane-cani/avere-un-cane-in-casa-riduce-lasma-nei-bambini-del-hNy2IWUbz3XInhJBjRCszO/pagina.html

I bambini atei sono più generosi di quelli religiosi 

http://www.lescienze.it/news/2015/11/05/news/religiosita_famiglie_bambini_meno_altruismo_empatia-2832655/?refresh_ce

Nella tribù degli Etoros, i 10-12enni devono inghiottire quotidianamente lo sperma di un compagno più grande all’interno di una serie di rituali di iniziazione alla vita adulta.

http://nosgustas.com/Articulos/2602-todos-homosexuales-en-la-tribu-etoro.html; https://it.wikipedia.org/wiki/Semeterapia

Secondo chi me l’ha raccontata, lo scandalo che generalmente provoca questa storia sarebbe dovuto al fatto che siamo vittima di un tabù sessuale, dovuto all’imperialismo culturale della chiesa cattolica.

 

Mi pare che quello che lega queste tre notizie/storie sia che tutte  e tre contengono delle semplificazioni che, per quanto non del tutto false, portano a immaginare che esista una relazione causa-effetto in qualche misura mistificatoria.

1. Si sa che eccessivo igiene aumenta il rischio di contrarre malattie autoimmuni tra le quali rientrano l’asma e le allergie, perciò le case un po’ più sporche sono meglio di quelle troppo pulite e la vita all’aria aperta è meglio di quella sempre al chiuso o in città. Una casa con cani è sicuramente più sporca di una casa senza cani, anche nel caso i padroni di casa siano maniaci della pulizia.  Se si ha un cane è abbastanza facile che il bambino passi molto tempo all’aria aperta, sui prati, a sporcarsi nell’erba. Cose, però, che si possono fare anche senza un cane.

2. Non credo che ci sia una relazione diretta tra il metodo educativo e la pratica religiosa, come invece sembra dall’articolo.      I bambini tendono a imitare gli adulti, soprattutto quelli che si occupano di loro. Così i bambini frequentemente giudicati (sei bravo se…, sei cattivo se….) o puniti/ premiati applicheranno gli stessi criteri con gli altri.  Analogamente, i bambini abituati a contestualizzare e a usare il loro spirito critico saranno meno propensi a giudicare, e i bambini che vengono educati senza che si ricorra a premi e punizioni non penseranno di premiare o punire i loro coetanei.

Forse, quindi, la questione è il modello educativo che si sceglie di far prevalere, e non la religione. Certo è sicuramente vero che molto spesso (e per lungo tempo) le religioni sono state proposte attraverso un alto grado di prescrittività/dogmatismo e facendo leva sul senso di colpa o sulla paura della punizione. Però questo non ha niente a che vedere con l’essenza di nessuna religione o confessione religiosa (tutte, per quello che ne so, legate da un’idea di tolleranza universale, perché siamo tutti uomini e come tali imperfetti) e non è l’unico modo di trasmettere o praticare la religione  (penso, per citare qualcuno di famoso, a Don Gallo), e penso neanche il più diffuso.

Il dato in sé, comunque, fa riflettere e preoccupa anche un po’. Per quanto il campione sia piccolo (e sarei curiosa di sapere come selezionato), fa sembrare che dentro le comunità di credenti prevalgano gli intolleranti….

3. Ho faticato molto a capire cosa non mi suonava nella questione degli Etoros. E alla fine, grazie alla pubblicità di un dentifricio sentita mentre facevo colazione, penso di aver capito. Credo che il punto non sia il tabù sessuale (altrimenti dovremmo provare scandalo leggendo i lirici greci), ma che tutto quello che è legato alla secrezione di fluidi o umori corporei fa, in misura maggiore o minore, senso (anche lo stesso verbo secernere è abbastanza orrendo). Tali umori sono una cosa da nascondere e di cui non parlare (tipica è la differente percezione che si ha sulle produzioni dei neonati e sull’allattamento al seno, a seconda che lo si viva quotidianamente o sia una cosa a cui si assiste sporadicamente).                     Se penso che ci sono persone che bevono la loro pipì, lo scandalo che provo è lo stesso…

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/10/21/brigliadori-bevo-urina-cosi-cerco.html?refresh_ce

In questione non è quindi, almeno secondo me, la sfera sessuale, quanto il corpo e tutto quello che produce.  Certo anche questo è un fattore culturale, e magari anche questo è legato a qualche imperialismo di cui siamo vittime, ma mi pare che la cosa assuma un profilo diverso…

blogMalla.jpg

Parque de Aizkorri, 21 novembre 2015

Come primo post di un riinizio, è un po’ lungo…  Ma giravano in testa queste cose, e alla fine ho pensato di scriverle…