Archive for agosto 2016

h1

Persone in fuga in Liguria, in Italia e in Europa….

10 agosto 2016

Il tema mi sta a cuore, perché queste persone in fuga che arrivano e sembra che diano così fastidio, sono le “esternalità” di un contesto economico (fatto di commercio di armi, ecc.) che ci permette di vivere come viviamo, e mi spiace quando leggo posizioni basate su prospettive che guardano la questione da un angolo di 10°, anziché provare ad aprire…. e a contestualizzare (ma non sarebbe uno dei compiti della politica?)…

Sapere per esempio che quelli che accogliamo in Italia e in Liguria e che ci sembrano tanti, ma sono in realtà molto pochi, forse può aiutare a vivere meglio il problema… Come potrebbe essere utile sapere qualcosa di più del modo in cui queste persone possono essere accolte….

Purtroppo i dati sono spesso dispersi e faticosi da assemblare, ho fatto qualche tentativo (le fonti delle tabelle, sono cliccabili in fondo)….

Secondo Left, nel mondo, una persona ogni 113 è in fuga.

Di queste la maggioranza sono accolte da Turchia, Pakistan e Libano. L’Europa, nel suo insieme (considerando i 15 paesi più accoglienti), è la terza in classifica, con 1.400.000 “profughi” (comprendo con questo termine tutte le categorie). Se si guarda la loro densità rispetto alla popolazione, la situazione cambia, perché con i suoi 3,12 “profughi” ogni 1000 abitanti, l’Europa è abbondantemente sotto Turchia (33,36), Pakistan (8,79), Libano (246,25), Iran (12,65), Etiopia (7,82), Giordania (102,82).

Mondo2

In Europa, lo Stato più accogliente, come numero di “profughi”, è il Belgio, seguito da Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Italia (dati 2014, ora in crescita proporzionalmente dappertutto).

Se si guarda la loro densità ogni 1000 abitanti, invece la più accogliente è la Svezia (14,6 ogni 1000 abitanti), seguita da Malta, Norvegia, Svizzera, Austria, Cipro, Olanda, Francia, Danimarca, Germania, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito, e finalmente Italia (1,5 ogni 1000 abitanti al 2014, 1,83 a marzo 2016).

Schermata 2016-08-10 alle 14.23.19.png

In Italia, a marzo 2016 il totale dei “profughi” ecc. era 111081.  A fine luglio (stime mie sulla base dei dati della Regione Emilia Romagna) il loro numero è salito a 122130 circa.
Dai dati di marzo risulta che la maggioranza dei “profughi” è accolta in Lombardia (14444 persone), seguita da Sicilia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Campania, Lazio, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Marche e finalmente Liguria (3332 “profughi”).
Se si guarda la densità ogni 1000 abitanti, la situazione cambia lievemente e il Molise con 7,12 “profughi” ogni 1000 abitanti risulta il più accogliente, seguito da Friuli Venezia Giulia (3,64%), Umbria, Sicilia, Calabria, Marche, Liguria (2,12 ogni 1000 abitanti a fine marzo). La media nazionale è 3,12. La Liguria, quindi, pur essendo molto al di sotto della media nazionale, è in proporzione più accogliente di regioni che ospitano più persone.

Liguria.jpg

Per la Liguria, occorre anche considerare un dato importante. Il Prefetto a fine aprile dichiarava che in Liguria erano ospitati quasi 3700 “profughi”, pari al 2,33% del totale nazionale. Di questi, 1.857 erano accolti nel territorio dell’area metropolitana di Genova, di cui 1600 nel Comune di Genova.
Ad oggi la stima (mia) è circa 4200 persone, che porterebbe a 2,67 il numero di “profughi” accolti ogni 1000 abitanti, e porterebbe a un impegno ligure ad ospitare il 3,44% sul totale dei “profughi” accolti in Italia.
Purtroppo ho reperito i dati sulle tendenze degli ultimi mesi solo per Toscana ed Emilia Romagna. Questi dati mostrano che l’ascesa è ovunque, però sembra che in Liguria ci sia stata negli ultimi tempi una forte crescita di arrivi.

Il campione è troppo piccolo per poter dire che esiste un caso ligure, e andrebbe invece chiarito come questa crescita si collochi in un quadro più generale che al momento non è disponibile.
Sicuramente la cosa andrebbe approfondita e contestualizzata in un quadro più ampio (e questo sarebbe forse il compito della politica?). Il dato in sé potrebbe preoccupare, ma sarebbe triste se tali preoccupazioni anziché essere comprese e quindi fugate con l’approfondimento e il ragionamento, venissero alimentate e strumentalizzate (come è rischioso prendere alla lettera certe dichiarazioni che fanno parte di strategie di negoziazione).

Un’ulteriore riflessione può essere fatta sulla sorte di questi “profughi” che nella quasi totalità sono richiedenti asilo o richiedenti lo status di rifugiati. In Italia (contrariamente ad altri paesi), moltissime domande di asilo vengono rifiutate.
Mi pare che si sia una coerenza interessante tra la proporzione di domande accolte e quella dei “richiedenti seguiti nell’ambito degli SPRAR (Sistema di protezione richiedenti asilo e profughi) che oggi riescono ad ospitare solo il 19 % dei richiedenti asilo presenti in Italia. Degli altri, il 7,7 % risiede presso i centri governativi, mentre oltre il 70% è ospitata presso strutture temporanee.

Perché questi SPRAR sono importanti?
Come sottolinea il dossier della fondazione Leone Moressa (vedi sopra), la loro scarsità determina il ricorso a strutture temporanee, e quindi una maggior difficoltà di gestione, contribuendo a una minor accettazione da parte del territorio.
Gli SPRAR, infatti, garantiscono una accoglienza diffusa sul territorio (in appartamenti e non in strutture con molte persone), senza concentrazioni: permettono di inserire i richiedenti asilo in percorsi seguiti (corsi di italiano, corsi di formazione lavoro ecc.), che non solo li aiutano in un processo di integrazione, ma contano anche molto nell’accoglimento dell’istanza di status di rifugiato/richiedente asilo, e permettono di avviare circuiti virtuosi e di speranza per queste persone che arrivano da situazioni devastanti.
Questi percorsi, dove attivati, sono costruiti con i famosi 35 euro al giorno che l’Europa, attraverso lo Stato e le Regioni, dà per ognuna di queste persone. Se usati così questi fondi, tra l’altro, tornano sul territorio.

Infine, un cenno merita la questione “tempi”. L’Europa vorrebbe che, in tutta Europa, l’iter per decidere su una richiesta di asilo o di status di rifugiato durasse 6 mesi al massimo (come avviene in Germania). In Italia invece ci si impiega circa un anno, che sale a un anno e mezzo se il richiedente, in caso di diniego, procede a un ricorso (la maggioranza dei ricorsi viene accolta).
La maggioranza di quelli che arrivano in Italia non vorrebbe fermarsi, e una volta ottenuto il “titolo” lascia il nostro paese. Se le pratiche fossero più veloci, i numeri calerebbero.

In Liguria, varie Onlus e Cooperative gestiscono percorsi SPRAR e contribuiscono a costruire percorsi di speranza, virtuosi, utili per i migranti e per il territorio, forse andrebbero maggiormente conosciuti, supportati e dove possibile fatti crescere anche come numeri.

 

Fonti statistiche
http://data.unhcr.org/mediterranean/regional.php#_ga=1.102899142.777902873.1470811456
http://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo
http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/statistiche/22-statistiche/1961-approfondimento-statistiche-2016
http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/wp-content/uploads/2016/01/LA-BUONA-ACCOGLIENZA-20_01_2016.pdf
http://www.interno.gov.it/sites/default/files/accoglienza_al_31_marzo_2016.pdf
http://www.piemonteimmigrazione.it/mediato/images/eventi/VADEMECUM_profughi.pdf

Fonti delle elaborazioni

Tabella 1. Fonte https://www.left.it/2016/06/20/quanti-sono-i-rifugiati-nel-mondo-da-dove-vengono-dove-vanno-pochi-in-europa/ (da dati unhcr)
Elaborazione demografica mia, fonte google stringa ricerca “popolazione *nome stato*, per l’Europa dati tratti dalla tabella seguente)

Tabella 2. Fonte http://www.lenius.it/quanti-sono-i-rifugiati-in-italia-e-in-europa/

Tabella 3.  Fonte http://www.interno.gov.it/sites/default/files/accoglienza_al_31_marzo_2016.pdf (Dati e statistiche a cura del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione che fornisce mensilmente il quadro sulle presenze dei migranti nei centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), nei centri di identificazione ed espulsione (Cie), nelle strutture temporanee, nell’ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e sull’andamento degli sbarchi).

Fonte demografica http://www.tuttitalia.it/regioni/
Aggiornamenti luglio http://www.dire.it/27-04-2016/50957-in-liguria-ospitati-quasi-3-700-profughi-prefetto-genova-ne-arriveranno-altri/; http://www.toscana-notizie.it/-/richiedenti-asilo-novemila-in-toscana-con-il-modello-di-accoglienza-diffusa; http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2016/giugno/giornata-mondiale-del-rifugiato2016/il-sistema-regionale-di-accoglienza-i-dati-per-provincia