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Fantasia e coraggio per il territorio… appunti da un incontro

22 marzo 2010

Il 13 marzo sono stata a Recco a un incontro molto interessante

Ricuciamo la rete. Assemblea pubblica per la salvaguardia del Golfo Paradiso
organizzato dai Comitati e dai Gruppi ambientalisti del Golfo Paradiso.

Troppi progetti presentati, troppe cose che danno da pensare, per una sintesi vi rimando a

http://www.nonsolotigullio.com/comitatoambienterecco/

Cito solo uno spunto:  a volte basterebbe porre domande diverse e non solo dare risposte diverse  (l’esempio era sui parcheggi, rispetto problema “dove costruire nuovi parcheggi?”, si può ribaltare la domanda in “come fare ad avere meno bisogno di parcheggi?”).

Questo è un problema politico.

A parole siamo tutti consapevoli che in Liguria, soprattutto sulla costa, ormai, lo sviluppo economico non può essere legato al consumo di suolo, all’edilizia: box, nuove case (seconde case).

Eppure, ci sono sempre più case vuote per 9-10  mesi l’anno (a Camogli ci sono almeno 1000 alloggi sempre vuoti), tantissimi box (e sembrano mai abbastanza), tanti nuovi muri in cemento rivestiti di fettine di pietra, al posto dei vecchi terrazzamenti.

E tante terrazze che vengono giù perché non vengono mantenute.

Ci vuole un po’ di coraggio e un po’ di fantasia per vedere le cose da un’ottica diversa.

I Comuni, soprattutto dopo l’eliminazione totale dell’ICI sulla prima casa, hanno sempre meno risorse. Questo problema si è aggravato ora con la crisi.

Gli oneri di urbanizzazione rappresentano spesso una risorsa, ma a che prezzo??

Biasotti dice che se venisse eletto estenderebbe il piano casa anche agli edifici condonati. Una ragione in più per non votarlo. Allo sviluppo turistico della Liguria  non servono nuove ondate di cemento.

Possiamo ragionare più a 360°, tornando a vedere nei nostri versanti costieri gli edifici inseriti nel loro contesto, terrazzamenti, ulivi, vigne…, come del resto li vedono tanti turisti (spero la maggior parte).

Come farli rivivere, come farli rendere

Nuovi circuiti economici e nuovi posti di lavoro si stanno creando e molti se ne possono creare intorno al turismo verde, alla promozione culturale e del patrimonio storico-ambientale, all’agricoltura di qualità, alla filiera corta, all’ospitalità diffusa, per non parlare delle potenzialità nello sviluppo delle energie rinnovabili…

Il futuro è lì, il passato è nel cemento…

Esempi come le Cinque Terre, la pista ciclabile nel Ponente iniziano a essere eloquenti!

Alcune cose che si potrebbero fare nel breve periodo

Semplificare le procedure per gli interventi di manutenzione e restauro

Per i restauri sia degli edifici, sia dei muri a secco, in molti casi, la regola prevede un così alto numero di perizie, di valutazioni a volte incomprensibili degli “Uffici” e di permessi che scoraggia il privato e, invece, agevola chi vuole speculare (e si può permettere tutti i professionisti del caso)….

In molti casi si rinuncia, in altri la scelta è tra il rispetto di regole che non sempre si capiscono (con notevoli oneri economici e tempi lunghissimi) e il fai da te, non sempre corretto.

Le regole sono necessarie per evitare gli abusi, ma non possono diventare vessatorie, soprattutto nei confronti di chi, meritoriamente cerca di mantenere pezzi del nostro bel territorio.

Incentivare l’agricoltura diffusa, primo presidio per il territorio

Soprattutto sulla costa, chi mantiene  il territorio e lo rende appetibile sono privati cittadini che per hobby si dedicano agli ulivi, all’orto, alla manutenzione delle terrazze ecc. Perché non agevolarli, riconoscendo il loro merito con sgravi fiscali? Analogamente andrebbe incentivato e agevolato l’affidamento in gestione delle terre inutilizzate e disincentivato l’abbandono dei terreni (magari acquistati perché insieme alla casa vista mare…).

Favorire la salvaguardia del territorio da parte della collettività

Strumenti come gli Osservatori del paesaggio possono servire non solo per responsabilizzare sempre di più la cittadinanza nella tutela del territorio e del paesaggio, ma anche per trovare nuove soluzioni per uno sviluppo turistico più rispettoso del contesto…                        Questi osservatori, sanciti da una legge nazionale (non ancora recepita in Liguria) sono in linea con gli obiettivi di Agenda 21, circa la partecipazione attiva alle scelte strategiche per territorio.

Aumentare la collaborazioni tra assessorati, e anche quella tra comuni

In Liguria dove paesaggio, ambiente, infrastrutture, politiche economiche e turistiche sono indissolubilmente collegate, bisogna puntare a una sempre maggiore collaborazione tra gli assessorati e tra questi e gli altri enti territoriali per le scelte strategiche riguardanti i diversi territori Questo consentirebbe di razionalizzare e ottimizzare il dispendio economico e di fare scelte funzionanti sul lungo periodo…

Concludo ricordando che la  Liguria per il 75% non è costa, e lì vive solo il 17% della popolazione, se i monti e le colline torneranno luogo di sviluppo e possibilità economiche eviteremo che ci franino addosso, che i fiumi continuino a straripare e i boschi a bruciare

Continua nei prossimi giorni…

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