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discorso assemblea dei coordinatori di circolo 21 marzo 2009

5 febbraio 2010

Intervento all’Assemblea Nazionale dei Segretari di Circolo

Roma 21 marzo 2009

Come altri, vorrei sottolineare l’importanza di questa occasione, segno che il PD vuole investire molto sul territorio a partire dai circoli.

Come continuare…

Le riflessioni che propongono si basano sull’esperienza di Genova, dove ci sono 57 circoli (6 di ambiente, gli altri territoriali) che discutono al loro interno, nelle assemblee dei segretari di circolo e dei coordinatori di municipio e nella direzione provinciale.

Circoli che hanno idee, proposte, scrivono documenti e sono in attesa di avere gli strumenti per incidere veramente nel Partito e partecipare ai processi decisionali.

Allora vorrei fare qualche riflessione su metodi e procedure, pensando a come dare le gambe a questo progetto di radicamento.

Dicevo, a Genova i circoli funzionano, lavorano su e per il territorio, ma il tesseramento generalmente (come noto) stenta. E la sfiducia o meglio la delusione viene anche dal “popolo delle primarie”, tanti dei quali ora ci chiamano per dire che non vogliono più sapere nulla del PD (e per fortuna che lo fanno, vuol dire che c’è speranza di convincerli di nuovo).

Per ritornare credibili, riottenere la fiducia e per essere ed essere percepiti come veramente diversi dalla destra, secondo me c’è una sola parola chiave TRASPARENZA.

Proverò ad articolarla in procedure trasparenti, fatti netti e parole nette.

Procedure trasparenti

Dal centro sarebbe bello che arrivassero indicazioni precise per un sempre maggior coinvolgimento dei circoli, attraverso le direzioni provinciali (in cui dovrebbero esserci anche e i segretari di circolo). Le direzioni dovrebbero essere non solo luogo di discussione, ma anche di sintesi e quindi di decisione. In questo modo, si farebbe chiarezza su quali siano i luoghi decisionali del Partito, i circoli potrebbero essere più incisivi e, tra l’altro, si faciliterebbero i rapporti tra il Partito e le Amministrazioni locali.

Un ragionamento analogo vale per la selezione dei candidati. Sarebbe importante se arrivassero indicazioni precise per le primarie o almeno per altri metodi di consultazione segreta degli iscritti. Questo aiuterebbe anche quel ricambio nella dirigenza, sulla cui necessità tutti siamo concordi.

Procedure trasparenti anche nella gestione finanziaria. Bisogna chiarire e far sapere come vengono spesi i soldi del Partito ed essere veloci ad attuare quelle misure che Migliavacca indicava per decentrare i finanziamenti in modo che arrivino anche ai circoli. Per come è strutturato ora il Partito, i circoli si autofinanziano soprattutto attraverso il tesseramento, ma il tesseramento adesso fatica e forse faticherà per molto, se si pensa che ancora oggi ci sono eletti che non si sono ancora iscritti, i primi che dovrebbero contribuire (e crederci).

Fatti netti

Per riconquistare la fiducia dobbiamo avere il coraggio di fatti coerenti con l’impostazione del nostro Partito e che ci differenzino realmente dalla destra.

Ad esempio, cosa che sta molto a cuore a noi a Genova e spero a tutti, non negando più le autorizzazioni a procedere nei confronti di un parlamentare (sia nostro, sia loro).

Un secondo caso, che forse sottolineo perché sono archeologa: nel caso venisse approvato così come è il “piano casa” (che rischia di portare una deturpazione del nostro patrimonio storico, ambientale e paesaggistico), sarebbe importante che le Regioni da noi governate non lo applicassero, non rendessero cioè attuativa la Legge.

Parole nette

Parole nette, posizioni nette. Credo che su questo siamo avanti… Il “cambio di passo” del PD è stato importante. Per ora ha ottenuto l’effetto di riportare la fiducia nella base, che è di nuovo contenta di fare parte di questo progetto. Per convincere chi “è ancora fuori” ci vorrà più tempo, ma siamo sulla buona strada, all’attacco, reattivi….

È ora di puntare sempre di più su questa chiarezza di posizioni e che questo avvenga in maniera sempre più collegiale, che il nostro Partito sia sempre più plurale, anche perché tanti conducono con accenti diversi la stessa battaglia, come è stato sull’assegno unico per i disoccupati.

Ora un problema spinoso. I nostri “elettori in potenza” capiscono poco la libertà di coscienza quando questa rischia di limitare la libertà personale garantita dalla Costituzione.

Senza voler mettere in alcun modo in discussione l’assenza di vincolo di mandato (stabilito dalla Costituzione e garanzia per l’esistenza stessa degli eletti [e quindi di un regime democratico]), bisognerebbe iniziare a ragionare su dove inizia e dove finisce la responsabilità che gli eletti hanno nei confronti della collettività e non solo verso le loro opinioni personali.

Volevo finire con una cosa che però ha già detto il nostro segretario (e quindi forse potrei tralasciare) ma che mi fa piacere richiamare, è importante iniziare a discutere la nostra agenda sui grandi temi per far comprendere che è la prospettiva sul futuro quella in cui si muove il PD e con cui orienta le sue azioni sul presente.

Prospettiva ancor più importante in questo momento di crisi, il mondo che ne uscirà sarà diverso, se ci lavoriamo adesso saremo pronti e forse riusciremo a orientare quella che sarà l’Italia del domani

Anna Stagno

Circolo PD Centro Storico, Genova.

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